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Appello per una rivista per lo studio dei movimenti e dei conflitti sociali in epoca moderna e contemporanea

Le sottoscritte e i sottoscritti firmatari sentono l’esigenza di costituire un luogo di discussione e approfondimento in cui dialogare e dal quale poter intervenire nel più ampio dibattito sulla storia, il passato e i suoi usi pubblici. Un laboratorio storiografico – e, più in generale, culturale – in grado di raccogliere quanti non si riconoscono nelle tendenze oggi prevalenti all’interno delle discipline storiche: quella improntata all’uso mediatico, banalizzato e politico-istituzionale degli studi (dibattito tra “revisionisti” e “antirevisionisti” sulla base dello schieramento elettorale di appartenenza), e quella speculare, e se si vuole più ideologica della prima, tendente alla “deideologizzazione” della storiografia. Non possiamo non notare che è in atto un tentativo di rivisitazione dello statuto della disciplina che pare essere ispirato dall’obiettivo – tutto politico e interno ad una logica di lungo periodo – di “riconciliare” gli italiani (fra loro e con il loro passato) e di “educarli” ai valori del pensiero unico liberaldemocratico, relegando la storia a mero strumento di formazione della coscienza civile nazionale.

Ogni generazione interpreta il passato, ponendogli quesiti differenti, in modo diverso dalle precedenti; attualizzandolo in modo più o meno consapevole, lo ricodifica attraverso le lenti della propria esperienza e lo riosserva da punti di vista le cui coordinate sono comunque individuabili nei contesti politico-culturali e nei gruppi sociali di riferimento. Oggi stiamo attraversando una fase di grandi cambiamenti (anche sul piano culturale) che richiede una riflessione generale – soprattutto da parte degli storici – sulle letture più canoniche dell’età moderna e contemporanea, andando oltre, se possibile, la dimensione nazionale. A cominciare da Seattle, qualcosa ha ripreso ad agitarsi nel mondo occidentale. Un qualcosa che raccoglie persone e generazioni diverse, ha obiettivi “piccoli” e “grandi”, se scomposto appare come una somma di tanti organismi, diffida della politica mentre fa politica. Sul movimento si scrivono libri, si aprono siti e collegamenti in rete, ne parla la televisione, ogni giornalista o intellettuale “impegnato” ha la sua opinione. Stimolati dalla presenza di questo soggetto conflittuale intenzionato a contrastare gli effetti della cosiddetta globalizzazione e ritenendo che anche il confronto con il presente e le domande che esso pone sia parte integrante dell’agire metodologico della nostra professione, riteniamo sia necessario attivare una rivista di studi storici che si occupi, prevalentemente, di conflitti sociali e movimenti antagonisti in epoca moderna e contemporanea. Un luogo dal quale promuovere ricerca, attivando un filone di studi in grado di riallacciarsi, alla luce del presente e in una prospettiva internazionale e multidisciplinare (che spazi dall’antropologia all’economia senza trascurare il pensiero politico-filosofico e la psicologia), alla migliore tradizione di studi storici su classi, gruppi e soggetti conflittuali. Un ambito settoriale che analizzi – oltre a soggetti e comportamenti (pubblici e privati) tradizionalmente studiati dalla storiografia del movimento operaio – le molteplici forme e figure dell’antagonismo politico-sociale (e culturale), alcune delle quali sino ad oggi rimaste sullo sfondo: lo spontaneismo populista e il ribellismo, i dissidentismi all’interno degli stati autoritari/totalitari, l’eredità dell’azionismo e del socialismo libertario, il femminismo e i movimenti delle donne, i conflitti generazionali, le lotte di liberazione anticoloniali, le cosiddette “devianze” e “marginalità” sociali, le subculture, ecc.

Con lo scopo di confrontarci e di allargare le nostre conoscenze su quanto esposto e in coerenza con l’impostazione metodologica del progetto, vogliamo ipotizzare un percorso costitutivo includente e il più aperto possibile. Una volta raccolte le adesioni, si dovrebbe tenere – in tempi relativamente stretti – una riunione in cui verificare le risorse disponibili, vagliare le proposte, discutere i percorsi e, nel caso, definire programmaticamente e organizzativamente il progetto.
Ti chiediamo perciò di segnalare, fin da subito, oltre alla tua adesione:
a che titolo potresti prendere parte al progetto (sola discussione preliminare, collaborazione saltuaria, collaborazione, responsabilità redazionali, direzione della rivista, comitato scientifico);
l’eventuale preferenza per lo svolgimento della riunione generale (un mese tra marzo e giugno del 2002);
eventuali suggerimenti in merito a forme (titolo e sottotitolo, pubblicazione cartacea o telematica, periodicità), contenuti (taglio generale, estremi temporali e geografici, argomenti, sezioni, rubriche) e organizzazione (istituzioni di riferimento, editore, finanziamento).

Le adesioni devono essere indirizzate al seguente recapito elettronico rivistoriantago [at] libero.it, utilizzando l’apposito modulo di adesione che può essere richiesto, come ogni altra informazione, al medesimo indirizzo. Per informazioni telefoniche: 011 889244 – 349 1483650.

Febbraio 2002

Ennio Abate, Cologno Monzese (Mi)/Milano; Carmelo Adagio, Bologna; Giulia Albanese, Firenze/Venezia; Donato Antoniello, Torino; Mario Avagliano, Roma; Tommaso Baris, Roma; Margherita Becchetti, Parma; Tom Behan, Canterbury; Sandro Bellassai, Bologna; Franco Bergoglio, Torino/Vercelli; Cesare Bermani, Novara/Venezia; Marco Bertorello, Genova; Emmanuel Betta, Firenze; Fabrizio Billi, Bologna; Angelo Bitti, Perugia/Terni; Giovanna Boursier, Roma; Pino Cacucci, Bologna; Enrica Capussotti, Firenze; Maria Angela Casciaro, Siena; Giovanni Cattini, Barcellona; Enrica Cavina, Faenza (Ra); Francesco Cerrato, Bologna; Rocco Cerrato, Urbino; Eleanor Chiari, Torino/Londra; Piermario Ciani, Bertiolo (Ud); Paolo Cirelli, Napoli; Mario Coglitore, Venezia; Lorenzo Costa, Siena; Sébastien Croquet, Aix en Provence; Sergio Dalmasso, Cuneo; Andrea Del Vanga, Firenze; Irene Di Jorio, Bologna/Parigi; Mirco Dondi, Bologna; Jonathan Dunnage, Swansea; Pablo Echaurren, Roma; Luca Fanelli, Torino; Marco Fincardi, Venezia/Bologna; Giovanni Focardi, Firenze; Eros Francescangeli, Perugia; Alessio Gagliardi, Roma/Torino; Stefania Gallini, Bogotà; William Gambetta, Parma; Paola Ghione, Roma; Valentina Ghione, Roma; Diego Giachetti, Torino; Roberto Giulianelli, Ancona; Marco Grispigni, Bruxelles/Roma; Manuela Lanari, Torino; Mauro Maggiorani, Bologna/Forlì; Brunella Manotti, Parma; Oscar Mazzoleni, Locarno; Wu Ming, Bologna; Francesco Moisio, Venezia; Mauro Morbidelli, Roma; Raul Mordenti, Roma; Giuseppe Muraca, Catanzaro; Roberto Niccolai, Pistoia; Carla Pagliero, Torino; Grazia Pagnotta, Roma; Damiamo Palano, Milano; Mario Palazzino Parma; Matteo Pasetti, Bologna/Urbino; Luca Polese Remaggi, Firenze; Gabriele Polo, Roma; Simone Ricci, Bologna; Florinda Rinaldini, Bologna; Marco Rossi, Livorno; Giorgio Sacchetti, Arezzo; Cristina Saccia, Perugia; Claudia Salaris, Roma; Giorgio Sandrolini, Bologna; Andrea Sangiovanni, Teramo/Roma; Lidia Santarelli, Firenze; Marco Scavino, Torino; Irene Schiaffino, Levanto (Sp); Emidio Sciannella, Teramo; Giovanni Scirocco, Milano/Bergamo; Pietro Ursella, Roma; Simona Urso, Padova; Paolo Zurzolo, Bologna.

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