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VII SIMposio estivo di storia della conflittualità sociale (2011)

Progetto Storie in movimento (Sim) & “Zapruder. Storie in movimento. Rivista di storia della conflittualità sociale”– in collaborazione con: Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Magione – organizzano il: settimo SIMposio estivo di storia della conflittualità sociale.
Torricella, Magione (PG), Italia – 7-10 luglio 2011

Presentazione

L’esperienza del SIMposio estivo nasce all’interno di “Storie in movimento” come un’occasione di approfondimento e di dibattito che si affianca alla rivista «Zapruder». Un laboratorio storiografico che intende rompere i confini e le distinzioni tra storia militante e pratica scientifica, tra sapere alto e divulgazione e rimettere in comunicazione luoghi e soggetti diversi attraverso cui si articola la produzione del sapere storico. La forma stessa del SIMposio intende suggerire un’orizzontalità dell’approccio comunicativo che coniughi in modo nuovo discussione scientifica e impegno civile. A dieci anni dai fatti di Genova del luglio 2001, la settima edizione del SIMposio estivo è dedicata al tema delle lotte sociali, delle ribellioni e dell’ordine pubblico, a quello dei movimenti e delle forme di attivismo (politico, sociale e ambientale). Attorno alle teorie, alle prassi, alle rappresentazioni e ai miti della rivolta (in relazione alla classe sociale, al genere, o all’«etnia») si sono costruite identità e percorsi associativi. Percorsi che, nel corso dell’ultimo mezzo secolo, hanno posto al centro dell’attenzione anche la tutela dei diritti di accesso ai beni comuni come acqua, suolo, aria, biodiversitá, conoscenza, informazione. Fin dall’antichità rivolte e ribellioni sono state tra le manifestazioni più significative della conflittualità sociale. Nell’età contemporanea esse hanno acquisito significati più complessi e differenziati, in stretta relazione con le modalità – e le contraddizioni – della diffusione a livello planetario dei modelli economico-sociali capitalistici e delle forme politico-istituzionali del liberalismo e della democrazia, nonché dell’ampliamento di possibilità e risorse che consentono ai soggetti sociali e culturali di prendere parola, esercitare conflitto ed esprimere se stessi. Attraverso la discussione di alcuni snodi della conflittualità otto-novecentesca, e tenendo presenti anche gli scenari più recenti, si cercherà di fornire – in maniera ovviamente provvisoria – alcune letture dei temi e dei problemi trattati in questa edizione.

 

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