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Perilli, Vincenza

vincenzaperilli [at] gmail.com

Nei primi anni 90 si trasferisce a Bologna da una cittadina del Sud Italia per frequentare il Dipartimento di Arte, Musica e Spettacolo dell’università felsinea, dove si laurea nel 1997 con una tesi in Filmologia sul film “Orlando”, tratto da un romanzo di Virginia Woolf. In questo primo lavoro di ricerca – privilegiando una lettura che anziché focalizzare l’attenzione unicamente sul “cambio di sesso” e i conflitti e i ruoli di genere allargava lo sguardo sulle dissimmetrie di potere, generazione, collocazione geografica e status –, già delinea alcuni degli assi principali della sua ricerca degli anni seguenti su “razza”, “sesso” e classe. In quegli anni si mantiene agli studi svolgendo diversi lavori precari (impossibile nominarli tutti: animatrice di feste per bambini, postina trimestrale, videomaker, addetta alle pulizie di uffici per una cooperativa, barista di night-club, fotografa di moda…) e comincia a collaborare con alcune riviste (Altreragioni, Razzismo&Modernità, Arcipelago…), privilegiando – in un’ottica “militante” – la diffusione di problematiche (anti-differenzialismo, sessismo e razzismo, Black Feminism…) e autrici/autori (Colette Guillaumin, Paola Tabet, Christine Delphy, Elsa Dorlin, Combahee River Collective…) ancora poco noti o ai margini nel dibattito italiano con recensioni, traduzioni, cura di dossier e bibliografie. Nel 1999 si licenzia dalle Poste Italiane (nella quale era riuscita a farsi assumere in seguito ad una vertenza collettiva) e emigra verso la Francia. L’anno successivo, a Parigi, consegue un Dea all’università di Paris VII con un mémoire finale dal titolo “Le débat égalité/difference dans le féminisme italien” e comincia un dottorato, mai concluso, a l’Ens. Nel 2005, infatti, dopo alterne vicende e frequenti via-vai, rientra in Italia e si ristabilisce nuovamente a Bologna. Qui riprende la girandola del lavoro precario (giornalista free-lance, educatrice, insegnate precaria di Tecnica della fotografia nella scuola pubblica…) e la collaborazione con alcune riviste (tra queste Zapruder, della quale è socia dal 2007). Da alcuni anni gestisce un blog (Marginalia), svolge attività saltuaria di formatrice e traduttrice, è ancora precaria nella scuola, tiene corsi, laboratori e lezioni di italiano L2 (attività quasi esclusivamente gratuite come forma di “militanza”) e porta avanti frammenti di ricerca su sessismo e razzismo, migrazioni, retoriche razziste e sessiste finalizzate al dominio e allo sfruttamento.

Poche le sue pubblicazioni, e tra queste:

  • Da Dogali a Gramsci. Toponomastica e memoria coloniale a Bologna, in «Zapruder», n. 23, 2010
  • La straniera. Informazioni, sito-bibliografie e ragionamenti su sessismo e razzismo (con C. Bonfiglioli e al.), Alegre, 2009
  • L’analogia imperfetta. Sessismo, razzismo e femminismi tra Italia, Francia e Stati Uniti, in «Zapruder», n. 13, 2007
  • “Sexe” et “race” dans les féminismes italiens. Jalons d’une génealogie, in J. Falquet, E. Lada, A. Rabaud (coord.), (Ré) articuation des rapports sociaux de sexe, classe et « race », in «Cahiers du Cedref», 2006
  • La « différence sexuelle » et les autres, in «L’Homme et la Société», n° 158, octobre-décembre 2005
  • Sexe et Race, in «Razzismo & Modernità», n° 2, 2003.

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