StorieInMovimento.org

Carta costitutiva

Preambolo

Cresciuto attorno ad un percorso di discussione e organizzazione nato da un appello, lanciato nel febbraio 2002 e finalizzato alla realizzazione di una rivista di storia dei movimenti e dei conflitti sociali, il Progetto Storie in movimento è un ambito di confronto, approfondimento e controffensiva culturale dal quale ragionare attorno alla possibilità di realizzare altre storie e altre storiografie. Sulla scia dei movimenti antiliberisti, anticapitalisti e antifascisti, delle mobilitazioni contro la guerra, delle lotte dei lavoratori e di quelle antimperialiste dei popoli del Sud del mondo, e ritenendo che il confronto con il presente sia parte integrante anche dell’agire metodologico dello storico, Storie in movimento raccoglie quanti non si riconoscono nelle tendenze oggi prevalenti nel panorama degli studi storici: quella “ideologica” improntata all’uso mediatico, banalizzato e politico-istituzionale degli studi (funzionale alle contese elettorali) e quella tendente alla loro “deideologizzazione”, finalizzata alla “riconciliazione nazionale”.

Sono documenti fondamentali di Storie in movimento: l’Appello per una rivista per lo studio dei movimenti e dei conflitti sociali in epoca moderna e contemporanea e il Manifesto del Progetto Storie in movimento approvato dall’assemblea di fondazione tenuta nei giorni 1-3 novembre 2002.

L’associazione Storie in Movimento

Art. 1 – È costituita a tempo indeterminato un’associazione non riconosciuta e senza fini di lucro denominata “Storie in movimento”, con sede legale presso l’Archivio della Nuova sinistra “Marco Pezzi”, via Giuseppe Tartini 1, Bologna.

Art. 2 – Storie in movimento è un’associazione culturale che ha tra i suoi scopi principali quello di promuovere e valorizzare gli studi di storia sociale in generale e di storia delle manifestazioni della conflittualità sociale (dal politico al culturale, dalla sfera pubblica a quella privata) in particolare, a livello internazionale, in chiave interdisciplinare e senza limiti cronologici. Partendo dallo studio delle lotte sociali e dei soggetti conflittuali, l’obiettivo è quello di estendere l’orizzonte dell’analisi alle dinamiche sociali, alle arti, ai linguaggi, alle istituzioni, alle culture e alle religioni anche attraverso l’utilizzo di categorie e metodologie che si discostano dai canoni tradizionali e/o consolidati. Nel cercare di realizzare ciò, si oppone ai tentativi di ridurre la storia a mero strumento finalizzato alla costruzione di una memoria unica e unitaria sia essa concepita in chiave nazional-conservatrice che liberal-democratica; senza, con ciò, trasformarsi in un contraltare acriticamente ideologico delle due varianti sopra citate.
Momenti fondamentali di tali attività sono la promozione di iniziative utili a garantire ed estendere l’accesso libero alle fonti e la creazione di molteplici luoghi di approfondimento, ricerca, discussione e informazione mediante supporti e materiali di natura cartacea e multimediale. Strumenti essenziali dell’attività sociale sono la pubblicazione di notizie, documenti, percorsi di ricerca e studi attraverso: la rivista e le pubblicazioni cartacee ad essa collegate; il sito web, le newsletter e le liste di discussione telematiche; le produzioni audiovisive e multimediali; l’organizzazione di seminari, conferenze e incontri pubblici.
Concorrono inoltre alla realizzazione degli scopi sociali: la valorizzazione della rete relazionale e degli strumenti cooperativi tra gli associati; la promozione di convegni e ricerche; l’organizzazione di seminari interni, interventi didattici, corsi di studio e soggiorni studio-vacanza; l’acquisizione, la conservazione e l’edizione di fonti di qualsiasi natura, atti documentari, e materiale discografico, audiovisivo ed emero-bibliografico.

Art. 3 – Storie in movimento si rivolge ad un pubblico più vasto di quello che studia la storia della conflittualità sociale. L’associazione, nel perseguimento degli scopi sociali, tende ad intersecare – oltre agli studiosi di discipline storiche, antropologiche e sociali di ogni ordine e grado – i cultori e gli appassionati della materia e i settori più ricettivi dei movimenti citati nel Preambolo, impegnandosi a costruire iniziative comuni e collaborazioni attraverso un percorso che, non esaurendo le possibilità di ricerca del progetto Storie in movimento, ne sia parte integrante. A tal proposito, il taglio complessivo che ispira le produzioni di Storie in movimento tenderà ad evitare gli specialismi, sarà attento alla divulgazione, salvaguardando, in ogni caso, la loro scientificità.

Art. 4 – Possono associarsi a Storie in movimento tutti coloro che si riconoscono nelle finalità dell’associazione, previa la condivisione dei documenti fondamentali, l’accettazione della presente Carta costitutiva, il pagamento delle quote e la disponibilità ad impegnarsi nella realizzazione degli scopi sociali.
Esclusivamente individuali, le domande di adesione, compilate su apposito modulo, devono essere indirizzate – anche per via telematica – al Comitato di coordinamento o a persona da questo delegata. Esse s’intendono automaticamente accettate con decorrenza dalla data di ricevimento dell’istanza, a meno che non siano respinte con deliberazione unanime e motivata del Comitato di coordinamento. Nel qual caso, l’associando può far ricorso all’Assemblea generale.
I soci possono recedere in qualsiasi momento dall’associazione dandone comunicazione al Comitato di coordinamento, con decorrenza dalla data di ricevimento della comunicazione.

Art. 5 – La quota annuale di associazione (da versarsi entro il 31 maggio di ogni anno per chi è già associato e contestualmente all’atto dell’iscrizione per i nuovi soci) è stabilita dall’Assemblea generale o, se questa delega le sue funzioni in materia o non ottempera a tale adempimento, dal Comitato di coordinamento. La quota annuale di associazione può essere abbinata all’abbonamento annuale alla rivista e/o ad altre pubblicazioni. Il mancato pagamento della quota annuale di associazione comporta la decadenza dalla qualità di socio.

Art. 6 – Il patrimonio dell’associazione è costituito:

  1. da beni immobili e mobili, di proprietà o comunque acquistati;
  2. dagli introiti delle quote d’iscrizione e di associazione annuale;
  3. da proventi, erogazioni o lasciti da parte di enti pubblici e privati e da altri proventi comunque collegati alla realizzazione degli scopi sociali;
  4. da redditi patrimoniali.

Gli utili e il patrimonio dell’associazione, sotto qualsiasi forma, devono essere destinati esclusivamente ai fini e per gli scopi prefissati dalla Carta costitutiva.

Art. 7 – Sono strutture dell’associazione: l’Assemblea generale; le Redazioni centrali (della rivista e, eventualmente, della Sezione multimediale); il Comitato di coordinamento; i Gruppi locali.

L’assemblea generale

Art. 8 – L’Assemblea generale, organo decisionale fondamentale dell’associazione, è costituita dall’insieme dei soci in regola con il pagamento delle quote. Essa si riunisce, in via ordinaria, una volta all’anno; in via straordinaria ogniqualvolta il Comitato di coordinamento lo ritenga necessario o venga richiesto da almeno un quinto dei soci in regola con il pagamento delle quote. In questo ultimo caso essa dovrà tenersi entro due mesi dalla presentazione della richiesta.

Art. 9 – La convocazione dell’Assemblea generale si effettua – a cura del Comitato di coordinamento (il quale può predisporre, nei termini statutari, appositi regolamenti) – mediante comunicazione per via telematica (postale per i soci sprovvisti del servizio di posta elettronica), da inviarsi almeno quaranta giorni prima della data stabilita per la riunione (venti giorni prima, nel caso di assemblee straordinarie). All’apertura dei lavori l’Assemblea elegge una presidenza e approva l’ordine del giorno. L’Assemblea – valida indipendentemente dal numero dei partecipanti – delibera a maggioranza semplice dei votanti, fatta eccezione per le modifiche della Carta costitutiva e per la proposta di scioglimento dell’Associazione. Non è ammesso il voto per delega.

Art. 10 – L’Assemblea generale:

  1. discute le linee programmatiche dell’associazione e delle sue pubblicazioni cartacee e telematiche;
  2. definisce i contenuti e le modalità dei seminari e delle altre iniziative dell’associazione;
  3. delibera su progetti, programmi e iniziative sottoposti alla sua approvazione da soci o strutture dell’associazione;
  4. delibera sulle modifiche della Carta costitutiva proposte da soci o strutture dell’associazione;
  5. delibera facoltativamente sull’ammontare della quota di associazione annuale;
  6. elegge a scrutinio palese la Redazione della rivista (e il/la suo/a coordinatore/trice), il Comitato di coordinamento e il tesoriere dell’associazione, nonché, qualora ritenuto necessario, la Redazione multimediale (e il/la suo/a coordinatore/trice).

Le redazioni e le loro strutture di coordinamento

Art. 11 – La rivista “Zapruder. Storie in movimento” e l’eventuale Sezione multimediale dell’associazione sono gestite da due distinte Redazioni centrali denominate, rispettivamente, “la redazione di Zapruder” (o Redazione della rivista) e “la redazione della Sezione multimediale di Storie in movimento” (o Redazione multimediale). A loro, nel rispetto delle delibere assembleari, è demandato l’onere della direzione e della gestione delle pubblicazioni del progetto. Elette dall’Assemblea generale e coordinate da un Coordinatore di redazione, esse sono rinnovate annualmente.

Art. 12 – La Redazione della rivista cura la pubblicazione di “Zapruder” e delle altre produzioni cartacee dell’associazione.

Art. 13 – L’eventuale Redazione multimediale cura le produzioni audiovisive e multimediali dell’associazione.

Art. 14 – All’interno di ciascuna delle due Redazioni, l’Assemblea generale individua un/una Coordinatore/trice della redazione, il/la quale ha il compito di stimolare, coordinare e pianificare le attività redazionali ed entra, contestualmente, a far parte del Comitato di coordinamento dell’associazione.

Il comitato di coordinamento e il tesoriere

Art. 15 – Il Comitato di coordinamento, in esecuzione delle direttive dell’Assemblea generale, è la struttura collettiva di gestione dell’associazione tra un’Assemblea generale e l’altra. Esso provvede all’amministrazione ordinaria e straordinaria dell’associazione, curandone anche – con l’ausilio del tesoriere – la gestione economica. Esso cura inoltre (nelle modalità che ritiene opportune): l’aggiornamento del sito web dell’associazione, la pubblicazione delle newsletter e la gestione delle liste di discussione telematiche.
In particolare, nel rispetto delle linee programmatiche assunte in sede assembleare, il Comitato di coordinamento ha facoltà:

  1. di organizzare seminari, conferenze e incontri pubblici;
  2. di coordinare e armonizzare le attività delle due Redazioni centrali e dei Gruppi locali;
  3. delle operazioni di ammissione dei nuovi soci e delle eventuali disdette;
  4. di fissare – nel caso l’Assemblea generale fosse inadempiente o delegasse la materia – la quota di associazione annuale;
  5. di convocare e organizzare l’Assemblea generale ordinaria, proponendone l’ordine del giorno;
  6. di convocare e organizzare l’Assemblea generale straordinaria, proponendone l’ordine del giorno, qualora ritenuto necessario al suo interno oppure richiesto da almeno un quinto dei soci;
  7. di nominare, in caso di dimissioni o impedimenti di qualsiasi natura, un altro tesoriere (a titolo provvisorio) tra un’Assemblea generale e l’altra.
  8. di nominare, in caso di dimissioni o impedimenti di qualsiasi natura, un altro/a coordinatore/trice di Redazione (a titolo provvisorio) tra un’Assemblea generale e l’altra.

Il Comitato di coordinamento, con decisione unanime dei presenti e nel rispetto della lettera della Carta costitutiva, ha altresì facoltà di predisporre regolamenti interni.

Art. 16 – Il Comitato di coordinamento è eletto dall’Assemblea generale. Ad eccezione dei casi previsti dalla Carta costitutiva, le delibere del Comitato di coordinamento sono prese a maggioranza semplice dei presenti.

Art. 17 – Il Tesoriere dell’associazione è eletto dall’Assemblea generale. Egli, in accordo con il resto del Comitato di coordinamento, è responsabile della gestione economica dell’associazione, provvedendo alla riscossione delle quote e delle altre eventuali entrate, nonché al pagamento delle spese e delle obbligazioni contratte. Egli cura la tenuta del libro di cassa e di tutti i documenti che specificamente riguardano il servizio affidatogli. In caso di dimissioni, è cura del Comitato di coordinamento nominare un tesoriere provvisorio tra un’Assemblea generale e l’altra.

I gruppi locali

Art. 18 – Nelle realtà territoriali dove la presenza dell’associazione è consistente o, comunque, laddove si ritenga necessario, i soci possono formalmente costituirsi in Gruppo locale. Esso è l’organismo di base dell’associazione e, compatibilmente con gli indirizzi programmatici e nel rispetto della lettera della Carta costitutiva, ha ampi margini di autonomia finanziaria, progettuale e organizzativa.

Art. 19 – I Gruppi locali, a cui si auspica facciano riferimento tutti i soci provvedendo ad una presa di contatto con il gruppo più vicino al proprio domicilio o costituendone uno laddove non fosse presente, contribuiscono a dare linfa al progetto nel suo insieme e ad allargare l’area d’intervento dell’associazione sul territorio. Ad essi è consentito promuovere iniziative e formulare proposte, in coerenza agli scopi previsti nella Carta costitutiva.
Ogni Gruppo locale elegge, al suo interno, un Coordinatore di Gruppo con funzioni organizzative e di tesoreria.

Modifiche alla Carta costitutiva e scioglimento

Art. 20 – Le proposte di modifica della Carta costitutiva possono essere presentate all’Assemblea generale:

  1. dal Comitato di coordinamento;
  2. dalla maggioranza qualificata (almeno due terzi) dei membri di una delle due Redazioni centrali;
  3. da almeno un sesto dei soci in regola con il pagamento delle quote.

Per le modifiche della Carta costitutiva, occorre la presenza di almeno un sesto dei soci e il voto favorevole di almeno i due terzi dei presenti.

Art. 21 – Lo scioglimento dell’associazione Storie in movimento può essere deciso solo dall’Assemblea generale, alla presenza di almeno un quinto dei soci e con il voto favorevole di almeno i tre quarti dei presenti. Qualora venisse deliberato lo scioglimento dell’associazione, l’Assemblea deciderà in merito alla devoluzione di tutte le attività sociali.

Norme finali e trasitorie

I – Il Comitato di coordinamento provvisorio, eletto dall’assemblea generale preliminare tenuta il 24 e 25 maggio 2002, decade dalle sue funzioni al momento dell’elezione del primo Comitato di coordinamento. Tra questo momento e la prima riunione del nuovo organismo, verrà in ogni modo portata avanti la normale amministrazione.

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