Questa sezione raccoglie segnalazioni e recensioni pubblicate su SIMposio,
la newsletter di "Storie in Movimento". Chiunque voglia proporre segnalazioni
e recensioni che abbiano attinenza con la storia della conflittualità sociale
e i movimenti (fotografia, cinema, arti visive, narrativa, teatro, ma anche
siti Web, festival, musei, saggi, riviste e seminari), può scrivere a
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audiovisivi LE STRADE PERDUTE DI GENOVA - GENOVA FILM FESTIVAL
Nel 2002, la quinta edizione del "Genova
Film Festival" ha raccolto e selezionato 19 opere tra reportage,
interviste, cortometraggi e documentari realizzati dopo il G8 di Genova
da professionisti o filmaker dilettanti. Il volume "Le strade perdute di
Genova", a cura del Centro Universitario Cinematografico (Edizioni Falsopiano)
raccoglie testi e riflessioni sviluppate a partire dai video-documentari
presentati nel corso del festival. Come si è anche discusso durante un incontro
organizzato da Storie in Movimento su "Forme, confini, immagini e fotogrammi
del conflitto di piazza", dopo le giornate del luglio 2001 le immagini hanno
fornito a gruppi sociali, soggetti politici e singole persone l'occasione
per tornare a incontrarsi e guardarsi, per rivedere i fatti di Genova e
dargli un senso ("L'immaginazione
di Genova. Visualità, memoria e rappresentazione del movimento globale").
Le fonti audiovisive possono quindi essere lette come racconto pubblico
collettivo, come momento di partecipazione, rielaborazione e rappresentazione
degli eventi: le immagini permettono non tanto di cercare testimonianze
veridiche, ma pratiche condivise attraverso le quali leggere emozioni, ricordi,
esperienze. Questo cambiamento nell'uso sociale delle immagini, ampiamente
documentato nei materiali presentati all'interno del Festival, ha conosciuto
anche un uso più tradizionale del mezzo, come testimoniano produzioni cinematografica
più recenti ("Ora o mai più" di Lucio Pellegrini, 2003,
presentato in concorso al festival di Locarno) che
hanno riportato il pubblico davanti allo schermo, e non più contemporaneamente
dietro alla telecamera, all'interno e all'esterno delle immagini, spesso
contemporaneamente autore, spettatore e attore.