Cose dell’altro mondo. Un reportage dai Territori occupati
Posted in: BlogPubblichiamo il racconto di Matteo Carosi, attivista dell’International solidarity movement, che ci riporta quotidianità e immagini della Palestina
Pubblichiamo il racconto di Matteo Carosi, attivista dell’International solidarity movement, che ci riporta quotidianità e immagini della Palestina
A partire dall’ecologia politica, ci siamo interrogati sulla pandemia entro la cornice più ampia costituita dalla relazione dialettica tra l’essere umano e il territorio in cui vive, in una considerazione sistemica del rapporto tra ambiente e salute. Presentiamo episodi di conflitto sociale che, in maniera più o meno intensa ed esplicita, tematizzano la questione ambientale tenendo conto della «grande accelerazione» dell’influenza dell’essere umano sulla biosfera avvenuta soprattutto a partire dal 1945 e dell’intreccio fra ingiustizia sociale e ingiustizia ambientale.
A partire dagli strumenti dell’ecologia politica, ci siamo interrogati sul fenomeno pandemico entro la cornice più ampia costituita dalla relazione dialettica tra l’essere umano e il territorio in cui vive, in una considerazione sistemica del rapporto tra ambiente e salute. Il numero copre un arco temporale che dall’inizio del Novecento arriva – anche per gli effetti delle devastazioni ambientali – ai giorni nostri. Presentiamo quindi episodi di conflitto sociale che, in maniera più o meno intensa ed esplicita, tematizzano la questione ambientale tenendo conto della «grande accelerazione» dell’influenza dell’essere umano sulla biosfera – proliferazione dei processi di accumulazione delle risorse, incremento dell’utilizzo energetico, aumento demografico, erosione di ecosistemi e forme di vita, espansione dei complessi urbani – avvenuta soprattutto a partire dal 1945 – e dell’intreccio fra ingiustizia sociale e ingiustizia ambientale.
Gianni Galleri, autore del libro Curva Est, ci racconta qualcosa sul conflitto in Nagorno Karabakh e su come questo si sia intrecciato con il calcio.
È disponibile in open access n.49 di «Zapruder». Il numero mira a ridisegnare la geografia politica occidentale, per includervi anche lo spazio (post)coloniale, per accendere «la miccia del materiale esplosivo riposto nel ciò che è stato». Buona lettura!
L’esperienza zapatista costituisce un esempio stimolante di un’organizzazione collettiva che si sottrae alla mercificazione capitalista e alla politica statale. Jérôme Baschet riflette su quel che può essere una politica dell’autonomia.
Il numero 49 di «Zapruder» mira a ridisegnare la geografia politica occidentale, per includervi anche lo spazio (post)coloniale, per accendere «la miccia del materiale esplosivo riposto nel ciò che è stato»
Il numero 49 di «Zapruder» mira a ridisegnare la geografia politica occidentale, per includervi anche lo spazio (post)coloniale, per accendere «la miccia del materiale esplosivo riposto nel ciò che è stato»
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