Il 26 agosto abbiamo appreso della designazione da parte dell’amministrazione Trump del collettivo Autistici/Inventati come soggetto fiancheggiatore del “terrorismo”, facendo uso dell’ordine esecutivo n. 13224 del 23 settembre 2001 dell’allora presidente George W. Bush. Pochi giorni dopo l’11 settembre 2001 si inaugurava una lista di soggetti considerati “terroristi” che da allora viene costantemente aggiornata.
Scorrendo la dichiarazione del portavoce dell’amministrazione Trump che commenta il provvedimento ci si accorge che Autistici/Inventati è accusato di aver messo a disposizione i propri strumenti informatici ad alcuni gruppi che avrebbero commesso attentati negli Stati uniti, in Italia, in Germania, senza fornire alcuna prova e stabilendo in modo del tutto arbitrario e fantasioso il principio per cui chi fornisce un servizio informatico a un terzo è anche responsabile delle azioni che poi da questo stesso terzo vengono commesse. Il collettivo Autistici/Inventati è quindi diventato oggetto di sanzioni di carattere finanziario i cui effetti sono ancora da valutare. In ogni caso nel caldo pomeriggio del 31 agosto mentre scriviamo i servizi di Autistici/Inventati già non risultano raggiungibili (qua una ricostruzione dell’accaduto).
In generale è più di un anno che l’amministrazione Trump attacca con i numerosi mezzi a sua disposizione gruppi considerati di estrema sinistra. Insieme ad Autistici/Inventati vengono sanzionati anche i gruppi Palestine Action e Masar Badil, entrambi impegnati nella difesa della causa palestinese che anche Autistici/Inventati ha sempre sostenuto.
Autistici/Inventati esiste dal 2001, giusto un anno prima che si tenesse a Bologna l’assemblea di fondazione di Storie in movimento sull’onda lunga delle giornate di luglio del 2001 a Genova. Ormai da anni anche noi per le nostre comunicazioni interne abbiamo usato i saperi e le infrastrutture di Autistici/Inventati, soprattutto indirizzi email e mailing list. L’abbiamo fatto perché condividiamo il manifesto di Autistici/Inventati e perché crediamo che sia fondamentale prescindere il più possibile dall’oligopolio tecnologico formato da aziende come Google, Meta e Amazon che sta comunque sempre più determinando le nostre vite. Per farlo abbiamo bisogno di alternative affidabili e che sentiamo vicine politicamente, proprio come Autistici/Inventati.
In una situazione come quella di oggi in cui la tecnologia diventa più complessa, diffusa e apparentemente incomprensibile alla maggior parte delle persone rivendichiamo l’idea di essere hacker anche noi, di cercare sempre nuove soluzioni e di avere la curiosità di capire come funziona e cosa c’è dietro a quello che ci troviamo di fronte. Non a caso qualche anno fa abbiamo dedicato un interno numero della nostra rivista «Zapruder» al mondo dell’hacking (n. 45, Hack the System), con un articolo a cura di A/I.
Per tutti questi motivi non possiamo passivamente rimanere a guardare mentre uno degli Stati più potenti del mondo attacca un collettivo con cui abbiamo un legame di questo tipo. Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza al collettivo Autistici/Inventati, nella convinzione che alla fine (?) di un’estate che ha reso ancora più chiara la portata del cambiamento climatico in cui ci troviamo la critica al capitalismo e la ricerca di una sua alternativa siano più urgenti e necessarie che mai.





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