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Solidarietà all’Istituto pedagogico della Resistenza

Nella notte tra l’1 e il 2 aprile l’ IpR – Istituto pedagogico della Resistenza di Milano ha subito un ennesimo attacco. “Ignoti” si sono introdotti nell’Ipr e hanno causato migliaia di euro di danni e messo a soqquadro armadi con dentro documenti pazientemente riordinati. L’Istituto è un luogo importante per la storia della Resistenza e per la città, le sue attività si rivolgono a diverse tipologie di utenti da ricercatori a studenti di ogni ordine e grado ad appassionati e antifascisti. Noi stessi abbiamo qui tenuto l’assemblea generale di Storie in Movimento nel 2006. L’IpR ha sede in via degli Anemoni in Giambellino uno dei quartieri periferici di Milano e questo crediamo sia un valore aggiunto fondamentale perché fare cultura e antifascismo nelle periferie diventa sempre più importante. Per questo come SIM esprimiamo solidarietà all’Istituto pedagogico della Resistenza di Milano dopo l’attacco subito e invitiamo le antifasciste e gli antifascisti a difendere e sostenere questo importante presidio di cultura della città. (di seguito il comunicato del Consiglio direttivo dell’IpR)

È successo di nuovo!

Stamattina alle 9 circa abbiamo trovato la nostra sede devastata, di nuovo. Non sappiamo ad opera di chi… si fa per dire. Ma certe sono le migliaia di euro di danni, le porte divelte, la finestra rotta, gli armadi danneggiati pesantemente, i documenti, a lungo riordinati, buttati all’aria.
Per noi si tratta di un fatto molto grave, nonostante l’allarme, questi “ignoti” si sono introdotti dall’atrio, costeggiando le aree allarmate e portando via “poco” rispetto al danno.
Visto il clima d’odio, violenza che si va fomentando e vista la vicinanza con il 25 Aprile, festa della Liberazione dal Fascismo e dal Nazismo, non ci stupisce questo atto vile e pusillanime. Siamo, purtroppo, abituati a questi codardi senza volto, persone prive di umanità al punto da prendersela con una realtà, come la nostra, che si sostiene sul solo impegno di volontari.
Ci è di nuovo impossibile stabilire una matrice, non siamo ancora stati forniti delle telecamere di sorveglianza e non sono stati trovati simboli che permettano di attribuire il gesto.
La nostra voglia di fare non manca e non mancherà così come sappiamo di poter contare sulla solidarietà di tante e tanti e delle istituzioni tutte. Ma ora per continuare serve un cambio di passo, è una questione di principio. Il 2 Aprile deve essere l’ultimo giorno che un tale scempio succede!
A tutti voi che leggerete, condividerete, diciamo grazie. Molto presto organizzeremo un momento collettivo per vederci in faccia e decidere le prossime mosse.

Restate sintonizzati
Il Consiglio Direttivo

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