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Zad partout! Zad ovunque!

La storia la scrivono le comunità che lottano.

Da lunedì prima dell’alba, la Zad (Zone a défendre) di Notre-dame-des-landes è oggetto di una brutale operazione di sgombero. Per l’occasione, Macron – il presidente-filosofo – ha mobilitato 2500 gendarmi accompagnati da blindati e ruspe. Per fare le cose pulite, ai giornalisti è impedito l’accesso alla zona: le sole immagini autorizzate sono quelle filtrate dalla prefettura, ma nel frattempo arrivano notizie di almeno due feriti gravi. L’Ecole des hautes etudes en sciences sociales, a Parigi, è stata occupata questa mattina in sostegno alla Zad.

Situata a pochi chilometri da Nantes, in Bretagna, la Zone d’aménagement différé (ribattezzata Zone a défendre da agricoltori e militanti che si oppongono al progetto) avrebbe dovuto accogliere un aeroporto internazionale, grande opera inutile al pari di tanti altri progetti ben conosciuti dalle nostre parti. Dopo 40 anni di lotte, nel gennaio scorso il progetto di aeroporto è stato finalmente abbandonato. Ma la permanenza dell’anomalia rappresentata dalle forme di vita organizzate in questi anni sulla Zad in modo autonomo non poteva certo essere tollerata. Ecco quindi che mentre è in difficoltà di fronte ai ferrovieri in sciopero da due settimane e alle occupazioni di scuole e università, Macron mostra i muscoli agitando la bandiera del ristabilimento dello stato di diritto e dell’ordine, e invia un esercito d’occupazione contro una delle più interessanti e gioiose esperienze politiche collettive degli ultimi tempi.

Potete seguire gli aggiornamenti (e in caso ricevere istruzioni per raggiungere la Zad) qui: zad.nadir.org

Tutta la nostra solidarietà alla Zad in lotta!

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