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Conflitti ambientali. Call per Zapruder 58

Aperta la call for papers per il n. 58 di «Zapruder»: Conflitti ambientali | territori, salute, movimenti sui conflitti ambientali. Scadenza: 31.05.2021

Wherever you are, score a goal against every border

Dal calcio londinese, un contributo che fa riflettere sull’inclusività attraverso lo sport e il lavoro delle squadre popolari: la storia di un giovane calciatore kurdo che incontra, per poi perdere, una squadra e la sua dirigenza.

Solidarietà è memoria collettiva

Da pochi giorni è uscito «Zapruder» n. 54: Zona rossa – che abbiamo costruito con SupportoLegale – e la prima tiratura è già esaurita. A distanza di venti anni si sente viva la necessità di informarsi, capire, ricordare le giornate del G8 di Genova del 2001. Ne abbiamo parlato insieme all’Assemblea Amici e Familiari di Vincenzo Vecchi.

È uscito «Zona rossa», il numero 54 di Zapruder

Cosa è rimasto delle giornate del luglio 2001 a venti anni di distanza? Sembra che l’unica memoria condivisa sia quella delle violenze. In questo numero ci proponiamo di indagare piuttosto il prima e il dopo “Genova”: quali terreni comuni sono stati costruiti per arrivare a quei giorni, quali percorsi sono nati a loro seguito.

L’onda lunga del cinema militante

Nella rubrica ‘Dicono di noi’ ripubblichiamo la bella segnalazione di Gioacchino Toni a «Zapruder World» vol. 6, apparsa su «Carmilla»

Tunisia: il paese delle rivolte infinite

La Tunisia è caratterizzata da una lunga storia di rivolte, avendo visto almeno tre momenti di mobilitazione nel corso degli ultimi cinquanta anni. Francesco Tamburini li ripercorre, sullo sfondo dei più ampi cambiamenti economici e istituzionali del paese.

SanPa o barbarie

Alla luce di una recente serie televisiva incentrata sulla vicenda della «comunità di San Patrignano», abbiamo chiesto a Ivan Severi un intervento, che parte dalla serie ma discute lo stato del (ristretto) dibattito sulle dipendenze in Italia.

Attraversamenti. Intervista a Porpora Marcasciano

Intervista a Porpora Marcasciano, in seguito a un attacco terf avvenuto durante e dopo una lezione per un corso dell’Università di Bologna.

Violence on the road

Segui tutte le presentazioni del numero 50 di «Zapruder», “Faster Pussycat! Kill! Kill!”, dedicato al tema della violenza agita dalle donne.

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Pubblicato in: Zapruder

Cosa è rimasto delle giornate del luglio 2001 a venti anni di distanza? Sembra che l’unica memoria condivisa sia quella delle violenze. In questo numero ci proponiamo di indagare piuttosto il prima e il dopo “Genova”: quali terreni comuni sono stati costruiti per arrivare a quei giorni, quali percorsi sono nati a loro seguito.

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M’impiccio

M’impiccio

A fronte dell’attuale crisi della democrazia liberale (scarsa partecipazione, esclusione dei corpi intermedi, decisionismo e crescente centralità del potere esecutivo), è necessario immaginare un futuro per la democrazia, pensandola ancora come un campo di battaglia.

L’ordine del discorso

L’ordine del discorso

Dal discorso razzista al linguaggio che delinea l’idea di decoro urbano, dalle lingue dei segni ai tatuaggi e ai murales, dalla ricerca di una lingua internazionale comune all’affermazione dell’inglese come lingua “franca”, il numero pone i linguaggi al centro della riflessione storica come spazi da indagare per comprendere le dimensioni sociali dei conflitti.

Finis Europae

Finis Europae

Finis Europae mira a sviluppare una narrazione alternativa della storia della “costruzione europea”, insistendo su un arco cronologico che consenta di individuare i trend di lungo periodo che hanno informato la realizzazione del progetto comunitario.

Faster, Pussycat! Kill! Kill!

Faster, Pussycat! Kill! Kill!

Le donne che agiscono violenza s/compaiono nella storia sfidando lo stereotipo che vedrebbe una netta cesura tra “essere portatrici di vita” e “dare la morte”. Gettiamo lo sguardo sullo specchio deformante attraverso cui è stata letta la loro esperienza.

Stati di agitazione

Stati di agitazione

Il numero 49 di «Zapruder» mira a ridisegnare la geografia politica occidentale, per includervi anche lo spazio (post)coloniale, per accendere «la miccia del materiale esplosivo riposto nel ciò che è stato»

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