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Hack the System

Hack the System

Copertina «Zapruder», n. 45 (gen-apr 2018)

La storia dell’hacking come lo conosciamo oggi ha origine negli anni ottanta e nei fenomeni controculturali che li attraversarono: di questa esperienza abbiamo tentato in questo numero di offrire una delle prime forme di narrazione corale disponibili nel contesto italiano (e non).

Partiti con l’intenzione di affrontare la storia dell’hacking in una prospettiva globale, è diventata per noi dominante l’idea di affrontare la nascita e l’evoluzione dell’hacktivism, cioè del nesso delle pratiche hacker con l’attivismo e la militanza politica. Questo perché abbiamo preferito concentrarci su un percorso profondamente politico e peculiare del contesto italiano: nonostante la consapevolezza della non neutralità della tecnica, i movimenti italiani infatti riflettono da almeno tre decenni sull’uso sociale delle tecnologie digitali, dimostrando un particolare interesse per i nuovi media e per il loro uso ai fini di una comunicazione e una (contro)informazione libere e indipendenti. Nella costruzione del numero abbiamo seguito le reti dei protagonisti dell’hacking italiano e ci siamo avvicinati a coloro che, prima di noi, si erano interessati di queste storie. La linea di demarcazione tra gli uni e gli altri si è rivelata labile: per questo ci è impossibile distinguere con certezza quanto ci sia di emico (proveniente dall’interno) e quanto di etico (frutto di interpretazione) in questo numero.

Hack the System è una monade, da qualsiasi spiraglio lo si osservi restituisce il tutto.

Indice n. 45 (gen-apr 2018)

(A un anno dall’uscita del numero sarà possibile accedere gratuitamente agli articoli in .PDF)

EDITORIALE

  • Ilenia Rossini e Ivan Severi, Prove tecniche di trasmissione. Mediattivismo e “paranoia”

ZOOM

  • Rinaldo Mattera, Al largo dei bastioni di Orione. Cyberpunk e controcultura hacker
  • Alessio Di Marco, Tommaso Frangioni e Mario Venturella, Hackari e smanettoni. Geografie dell’hacktivism italiano
  • Maxigas e Autistici/Inventati, Circuiti di hacking. Manutenzione e riparazioni
  • Oriana Persico e Salvatore Iaconesi, Marta Cecconi, Arianna Magrini, Tommaso Cappelletti, The Electric Oytser Motel

LE IMMAGINI

  • Jacopo Anderlini, Hackit 98
  • Franco “Bifo” Berardi, [ epidemiC ]. L’insolvenza semiotica

SCHEGGE

  • Alice Corte con la consulenza tecnica di boyska, 404: file not found. Il caso di indymedia Italia
  • Diego Cavallotti, «La pantera siamo noi». Movimento studentesco e mediattivismo
  • Sebastiano Usai, «Hacking for People». Cybermilitanti e sinistra rivoluzionaria turca
  • Damiano Garofalo, Odio universale. La tecnologia come sistema di controllo in Black Mirror

LUOGHI

  • Marie-Christine Bureau e Michel Lallement, Forker alla Myne. L’esperienza di un bio-hackerspace

ALTRE NARRAZIONI

  • Marco Philopat, Hackerando «Decoder»

VOCI

  • Stefano Sansavini, «Ciò che voglio a chi voglio». L’esperienza di sTRANOnETWORK (a cura di Ilenia Rossini)
  • AvANa, Avvisi ai naviganti (@forteprenestino.net) (a cura di Federico Mazzini)
  • Ippolita, Giocare per de-programmarsi e riconquistarsi

INTERVENTI

  • Stefania Milan, Infrastrutture antagoniste e autorganizzazione mediatica

RECENSIONI

Maurizio “Graffio” Mazzoneschi (Ippolita, Tecnologie del dominio. Lessico minimo di autodifesa digitale); Ivan Severi (Rinaldo Mattera, Grillodrome. Dall’Italia videocratica all’impero del clic)

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